CO FED 27/04/2008Seppi-Guizzardi: agli italiani middle il Cus Bologna schiera la coppia d’oro!
Talvolta basta un titolo per descrivere in modo completo un fine settimana di gare appassionanti. 9 parole, esclusi articoli e preposizioni, che in modo succinto illustrano a chi non c’era e ricordano a chi c’era quasi tutto quello che si è visto oggi, domenica 27 aprile, ai Piani di Praglia (Genova) nell’edizione 2008 dei Campionati Italiani a media distanza. In quel “quasi”, però, c’è tutto quanto verrò scritto di seguito: le emozioni vissute all’arrivo man mano che le classifiche prendono corpo e forma, il susseguirsi dei tempi intermedi o finali che vanno via via migliorando, mentre all’arrivo i protagonisti che hanno già completato la gara sperano o vedono svanire le speranze di una medaglia. C’è un pubblico di orientisti che, complice l’orario di partenza, avrà potuto gustarsi tutto il finale thrilling dei Campionati nelle categorie assolute ed un'altra parte di atleti che magari hanno colto qualcosa da lontano, impegnati a fondo nella loro gara… d’altronde ci sono in gara 700 atleti provenienti da ogni parte d’Italia, anzi da mezza Europa (francesi e spagnoli, svedesi e britannici, polacchi e serbi, svizzeri in rappresentanza del Canton Ticino ma anche della Svizzera interna ed anche un rappresentante di Israele).
Michela Guizzardi e Marco Seppi, allora. Si comincia a raccontare questa 3 giorni ligure dalla fine (per il racconto della 3° prova del Trofeo Nazionale Centri Storici disputato a Genova il 25, concomitante con la 3° prova della Coppa Italia di Trail-O al Porto Antico, rimando al pezzo di Bruno Trebbi), dal podio che vede il titolo italiano assegnato alla coppia di alfieri del Cus Bologna al termine di due gare di qualificazione e finale che li ha visti assestare il primo duro colpo alla concorrenza già nella giornata di sabato sui duri, ripidi e vari terreni delle Capanne di Marcarolo (tracciatore Guido Michelotti), e concludere poi l’opera nella finale assai più scorrevole sui terreni aperti dei Piani di Praglia (tracciatore Sergio Grifoni); e se è vero il detto che “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”, allora Michela e Marco si sono dimostrati veri e degni numeri uno sia nel “gioco” di sabato che ovviamente nella sfida di domenica. Ma non hanno avuto vita facile.
In campo femminile, assente l’altoatesina Christine Kirchlechner, favori del pronostico divisi tra Guizzardi e Scaravonati, con la campionessa uscente Maria Novella Sbaraglia a fare da terzo incomodo per il titolo. Dopo qualche fase interlocutoria è Sara Sambi (Cus Bologna) che ha già vinto la gara di Genova del venerdì a far segnare il primo tempo interessante già all’intermedio: la sua fascia verde ferma capelli è inconfondibile da lontano e ne identifica la linea precisa con la quale si allontana dal punto spettacolo per il giro finale; il suo tempo, settimo al termine, resiste fino all’inserimento di un trio di atlete che lottano sul filo dei secondi ma che si dovranno accontentare delle posizioni ai piedi del podio: sono Federica Maggioni (Pol. Besanese), Helga Bertoldi (Forestale) e Heike Torggler (Fit Monza) ad infilarsi al comando con tempi sempre migliori, ma dalle espressioni del viso forse solo Torggler può aspirare ad una medaglia. E’ infatti il turno delle ultime tre della griglia, che nel bosco hanno già saltato la giovane promettente ticinese Vera Ramelli (O92 Piani di Magadino). Laura Scaravonati (Forestale) passa all’intermedio e con il suo vantaggio di circa 1 minuto e mezzo su Torggler mette una seria ipoteca sul primato: le aree aperte dei Piani di Praglia fanno giocare il titolo sul filo dei secondi, ed è improbabile che una atleta della sua esperienza possa perdere un tale capitale di tempo nel secondo giro; il tempo di vedere Scaravonati sparire all’orizzonte con la sua corsa caratteristica a ginocchia alte e da destra sbuca con una corsa più rasente Maria Novella Sbaraglia (GOS Subiaco): sono passati 3 minuti, proprio i 3 minuti di gap alla partenza… le due atlete si stanno giocando una medaglia sul filo dei secondi. Una medaglia, ma quale? Pochi secondi ancora ed arriva la risposta: come un urlo irrompe a grande velocità sulla scena, con una scelta di percorso diversa dall’atleta laziale, Michela Guizzardi che ha già recuperato quasi due minuti di distacco alle due rivali. Heike Torggler, seduta ai piedi del finish, può solo accontentarsi di osservare l’esito finale del secondo giro delle 3 rivali: dapprima Scaravonati è la prima a scendere sotto i 30 minuti di gara, e accoglie l’annuncio del primato provvisorio come una controprova della sua gara senza sbavature. Ma nel bosco c’è ancora Sbaraglia che non ha nessuna intenzione di cedere il titolo 2007 senza prima aver lottato con le unghie e i denti: il suo secondo giro è praticamente perfetto e lo sprint finale affrontato in ottima spinta le da il nuovo primato provvisorio con 50 secondi di vantaggio circa. Purtroppo per lei, la difesa del titolo cede di fronte all’assalto dell’atleta che oggi si è dimostrata imbattibile: appena Maria Novella attraversa il traguardo arriva infatti all’ultimo punto proprio Michela Guizzardi, la cui corsia finale è praticamente una passerella verso il titolo italiano e verso un pianto liberatorio della tensione e dell’attesa di questo risultato. Due minuti e 17 secondi il vantaggio dell’atleta emiliana: un abisso sul veloce percorso genovese. Sbaraglia conferma la ritrovata forma di questo scorcio di stagione e Scaravonati e ancora una volta sul podio, sempre tra le atlete da battere e di sicuro affidabile rendimento.
La gara in campo maschile si mostra ancora più serrata e combattuta. Gli assenti di rilievo sono il campione uscente Klaus Schgaguler, Mikhail Mamleev, Jonas Rass ed il campione italiano sulla distanza classica Giancarlo Simion. Proprio Simion, fermato da un lieve infortunio, produrrà la migliore analisi della gara: “Ci sono 6 atleti in pochi secondi e ce ne sono altri 4 che potevano giocarsela alla pari: 10 atleti che si contendono ogni volta la vittoria sono una garanzia di miglioramento per l’orienteering italiano”. E chissà cosa ne pensa di questa analisi Jacopo Benini (Pol. Besanese) che con Emiliano Corona (GS Esercito) è stato in grado per tutta la gara di inserirsi in questa partita a 6… proprio il giovanissimo lombardo è stato in grado di segnare un primo intermedio importante, ma la classifica ha avuto il primo terremoto nel momento in cui è comparso sulla scena Daniele Pagliari (Forestale): dato in non perfette condizioni atletiche, Pagliari ha smentito questa voce solo con l’immagine della sua veloce traccia nella zona del punto spettacolo. Un miglior tempo parziale che sembrava in grado di reggere a lungo, ma ci ha pensato “l’outsider da battere” ad alzare il livello dell’adrenalina in campo: Andrea Seppi (Semiperdo Maniago) era stato descritto proprio così prima della gara. “outsider” e “da battere” sembrano termini in contraddizione… in realtà il concetto era così espresso: Seppi (Marco) è il favorito, ma se può essere battuto da un atleta a sorpresa, quell’atleta sarà Seppi (Andrea). Miglior tempo parziale di Andrea Seppi e, a questo punto, tutti si aspettano un pronto sorpasso da parte di altri atleti, perché lui è un atleta di punta, quello si, ma per il titolo è un outsider… ma i passaggi si susseguono e nessuno riesce a far meglio di lui! Non ci riesce Cristellon, non ci riesce Corona… Un flash di pura luce azzurra compare da destra verso il punto spettacolo: è Michele Tavernaro (Gronlait), e anche se lo abbiamo visto tante volte vincente in questi anni la sua azione nel semiaperto appena riesce a mettere in moto le gambe è appassionante e travolgente, da pelle d’oca; eppure neppure il “gran visir” Tavernaro riesce a far meglio, seppure di pochi secondi, di Andrea Seppi che nel frattempo ha finito il secondo giro davanti a Pagliari e comincia a credere nel colpaccio! Arriva all’intermedio Alessio Tenani (GS Forestale) e la musica non cambia: tutti lì, tutti vicini, e sempre Andrea Seppi davanti. Ne mancano 4: Michele Caraglio (Cus Bologna) è in ritardo, il grande quarantenne ticinese Stefano Maddalena (O92 Piani di Magadino) non trova nei Piani di Praglia terreno favorevole per imporre la sua classe, ed è allora che compare sulla scena Marco Seppi: sulla linea di Maddalena che lo precede di una cinquantina di secondi, ad una ventina di metri dal compagno di squadra Caraglio, è suo il miglior tempo parziale, ma è ancora vicinissimo a quello del fratello Andrea! Il tempo di girarsi e chiedere ad Andrea in diretta “Pensi che Marco potrà sfruttare la scia di Caraglio?” la risposta è precisa “Credo che Marco stia solo pensando a fare la sua gara, e comunque non importa: alla fine in cima ci sarà uno di noi due!”. Infatti Manuel Negrello (US Primiero – 5° al termine) è leggermente staccato all’intermedio, di pochi ma irrecuperabili secondi. Arriva Tavernaro nel solito finale ciclonico ma rimane staccato da Andrea Seppi di 40 secondi; arriva Tenani a grinta spianata in uno sprint sofferto e allo spasimo, con la medaglia di bronzo che è lì a pochi secondi ma che resta solo un sogno (4° posto). La gara a questo punto e tra i due fratelli; Andrea non sta più nella pelle, è sul podio e l’espressione del viso parla chiaro: comunque vada, sarà un Seppi a fregiarsi del titolo, ma sa anche che c’è un piccolo errore nel giro finale che potrebbe far pendere la bilancia dalla parte di Marco… ed infatti è così! Ancora separati di 5 secondi a 3 lanterne dalla fine, Marco non commette più errori: la sua corsia finale è forse meno veemente di quella “tavernarica” di Andrea, ma con un tempo di 26’25” (sotto i 4 minuti al kmsf) è Marco Seppi a fregiarsi del titolo di campione italiano middle. Andrea Seppi è secondo e Michele Tavernaro “la vecchia guardia non si arrende” è ancora terzo e sul podio.
Le altre gare che hanno assegnato i titoli italiani per le categorie giovanili non sono state sicuramente da meno, hanno avuto senz’altro i loro momenti di pura tensione ed emozione anche se è mancata da parte del pubblico la possibilità di seguirle con pari ardore e tensione. Nella W20 vittoria come da pronostico per Nicole Scalet (US Primiero) che ha staccato di 1 minuto la prossima rivale (agli europei, ai mondiali) Elena Roos (O92 Piani di Magadino) e, chissà se non una prossima concorrente per la nazionale italiana, Julia Shutkovskaya (Or. Como); per le posizioni del podio nazionale sono Jutta Torggler (T.O.L.) e Jessica Orler (US Primiero) a conquistare le medaglie. Nella M20 invece il favorito Roberto Dalla valle (GS Monte Giner) si deve accontentare del terzo posto, preceduto da Marco Genuzio (Friuli MTB&O) e Lorenzo Pittau (Pol. Masi) giunti nell’ordine e distanziati tra loro di soli 13 secondi. In M16 Samuele Curzio (JuniorPiemonteam) precede Giacomo Zagonel (US Primiero) e Simon Framba (GS Monte Giner) mentre in W16 è un’altra atleta emiliana, Liliana Papandrea (Marconi ’93) a centrare il titolo davanti a Valeria Grisoni (Semiperdo Maniago) e Viola Zagonel (US Primiero). La W35 vede prevalere con un vantaggio notevole Paola Bassani (Panda Valsugana) su Ruth Pircher Kastl (T.O.L.) e Cristina Turolla (Punto Nord Monza), mentre la M35 che è l’ultima categoria a concludersi vede la vittoria di Oleg Anuchkin (T.O.L.) e il titolo per Corrado Arduini (Interflumina) davanti a Andrea Cipriani (Panda Valsugana) e Fabio Hueller (Crea Rossa). Ancora un sensibile vantaggio per Massimo Balboni (GiocaFaenza) in M50 su Armando Martignago (OK Montello) e Lorenzo Depaoli (US Primiero), mentre più combattuta è la vittoria di Annamaria Riva (Pol. Besanese) su Elisabeth Gruber (T.O.L.) e Maria Cristina Fattori (NordEstTarcento) in W50, gara vinta da Yvette Zaugg (O92 Piani di Magadino). Non assegna il titolo, ma citazione anche per gli under 12: Fabiano Bettega (GS Pavione) vince davanti a Tobia Pezzati (Scom Mendrisio) e Elias Eccli (T.O.L.), come pure e per un solo secondo Arianna Bortolotti (ITC Croce) su Gaia Sebastiani (Junior Piemonteam) e Agnese Frangi (Orienteering Como).
Stefano Galletti Stegal67@hotmail.com (foto Laura Carluccio da www.alessiotenani.it )
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