CO FED 08/06/2008Simion e Guizzardi sono i nuovi Campioni italiani Sprint 2008
Sono Giancarlo Simion e Michela Guizzardi le nuove frecce tricolori 2008, risultato emerso nella prima giornata della due giorni di Pergine durante la quale sono stati disputati i Campionati Italiani sulla distanza sprint. Se il risultato dell’atleta del Cus Bologna, recentemente autrice della qualificazione alla finale dei Campionati Europei proprio su questa distanza, era nell’aria ed i bookmakers avrebbero sicuramente offerto quote basse per la sua vittoria, meno prevedibile era la vittoria del giovane dell’US Primiero, il quale rientrava proprio sabato 7 giugno ad una importante competizione dopo una assenza per infortunio.
Pergine e l’Orienteering Pergine guidato da Gino Vivian si offrono alla importante due giorni del calendario nazionale in un periodo non certo facile dal punto di vista meteo: il cielo minaccia di scatenare la sua ira da un momento all’altro e quindi non tutte le categorie potranno correre nelle medesime condizioni atmosferiche; addirittura, visti gli accorpamenti di categoria previsti sulla distanza sprint, anche all’interno della stessa categoria nonostante il singolo minuto di intervallo tra un atleta ed il successivo non si correrà nelle medesime condizioni. La sfortuna si accanisce anche sul tracciatore Lorenzo Vivian, che negli ultimi giorni prima della gara si vede riempire di lavori il Parco Tre Castagni nel quale è previsto l’arrivo (il che costringe a spostare precipitosamente in paese l’epicentro della gara) e poi si ritrova all’ultimo momento parecchi sottopassaggi, nella zona pochi metri subito dopo la partenza, bloccati per altri lavori in corso, cosicché i concorrenti al via si trovano davanti uno stuolo di X rosse sulla carta. Ma… that’s orienteering. La partenza nel centro di Pergine vede i concorrenti impegnati da una selva di lanterne in un continuo stop and go fatto di ripartenze repentine e di uscite dal punto che rappresentano già la linea d’attacco al punto successivo; una serie di punti più filanti a due terzi di gara introduce la ripida salita al Parco Tre Castagni, con le zone erbose che si fanno vieppiù scivolose a causa della pioggia, e gli atleti Elite impegnati in un ultimo loop tra i vigneti prima dello schuss finale in discesa verso l’arrivo.
Tra un diluvio ed uno squarcio di sole, le vittorie di Guizzardi e Simion maturano in modi diversi. Michela tiene a bada i cavalli del suo brillante motore nella prima parte, nella quale non commette alcun errore e acquisisce fiducia per la seconda parte di gara; seconda parte più filante nella quale Guizzardi ingrana il turbo e conquista un vantaggio di circa un minuto di mantiene fino al termine: è il secondo titolo nazionale in poco più di un mese per l’atleta bolognese, sempre più a suo agio nei momenti che contano, come appare anche nella serena e franca intervista rilasciata subito dopo larrivo, quando ancora il cuore pompa forte per la fatica e la tensione! Il secondo posto arride a Laura Scaravonati (GS Forestale), con sicuro merito ma anche in un modo rocambolesco che vale la pena di raccontare per chi non c’era e per chi si stava riparando dalla pioggia sotto i tendoni; la griglia di partenza ha infatti “relegato” Renate Fauner (Erebus Vicenza) a metà della lista, ed è lei a far segnare il primo tempo veramente importante in mezzo ad una selva di ragazze appena salite dalla categoria juniores. Renate è una veterana che sa come far rendere al meglio le sue doti atletiche e tecniche, e a nulla valgono gli sforzi della nouvelle vague per scalzarla dal primo posto. Si arriva così alle ultime 3 della griglia, che sono Scaravonati, Guizzardi e la campionessa uscente Christine Kirchlechner (T.O.L.). Quando lo speaker annuncia che il tempo di Fauner può essere battuto solo se Laura Scaravonati “… arriva adesso!...”, ecco che l’atleta della Forestale si presenta in fondo all’ultima discesa: non c’è countdown per non avvantaggiare i concorrenti in gara, ma Scaravonati “sente” che deve dare tutto sulla run-in fino all’arrivo per sconfiggere la rivale. E l’impresa le riesce per soli 3 secondi. Quando invece arriva Kirchlechner, è già chiaro che Michela Guizzardi si è messa al collo la medaglia d’oro nazionale ma la ragazza altoatesina lotta fino in fondo sul filo dei secondi per il podio… e l’argento sarebbe suo se non fosse che Christine attraversa letteralmente la linea d’arrivo senza fermarsi a punzonare il finish (in perfetto stile Coppa del Mondo, peraltro). Un attimo di smarrimento e di deconcentrazione dai quali viene richiamata dalle urla dei tifosi, ma sufficiente per relegarla al terzo posto ad un solo secondo da Scaravonati e con due soli di vantaggio su una comunque incredibile “mamma Renate” Fauner. Appena più staccate, in una manciata di secondi ma separate dalle prime quattro quasi da un abisso, Federica Maggioni (Pol. Besanese), Marina Simion (US Primiero), la già campionessa di specialità Helga Bertoldi (Forestale) e Maria Novella Sbaraglia (GOS Subiaco). Nelle 10, con lo stesso tempo, anche Nicole Scalet (US Primiero) e Francesca Pelizzola (NordEstTarcento).
In campo maschile la lista di partenza comprende oltre 100 partenti: Elite affermati, protagonisti della categoria A, concorrenti abituati a correre le loro oneste B e C che per una volta possono comparire in classifica insieme ai campioni, e veterani che approfittano della distanza breve per salire nella categoria assoluta. Edmond Bajraktari (Swallows Noale) è il primo a far segnare un tempo notevole che resiste per quasi un’ora, ma appare chiaro che saranno gli ultimi 20 in griglia ad accendere i fuochi d’artificio in classifica. Anche Michele Fiocca (Corsa Orientamento Club Roma) viaggia ad alto ritmo ed a lungo si mantiene al comando della classifica provvisoria italiana a 25 secondi da Bajraktari. Tutto quanto muta nel giro di pochi secondi, quando giungono sul traguardo a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro Carlo Rigoni (US Primiero), che ha vinto in carriera per 5 volte il titolo assoluto su questa distanza, ed Andrea Seppi (Semiperdo Maniago): è Rigoni a conquistare il primato ancora una volta, ma questa volta tiene il comando per soli 15 secondi, il tempo di vedere piombare sul traguardo Andrea Seppi che, come ai Piani di Praglia, nell’anno del suo ventesimo compleanno conquista ancora il primato parziale; e la cordiale stretta di mano tra i due atleti subito dopo il finish sembra quasi un passaggio di testimone tra la vecchia guardia che non molla ed un fiero rappresentante del nuovo che avanza. Adesso è Andrea, come ai campionati italiani middle, a concentrarsi verso la corsia d’arrivo per scorgere le sagome degli atleti che ne possono minacciare la leadership… non ci riescono Jonas Rass (T.O.L.) ed Emiliano Corona (Esercito) che restano ai bordi della top ten, non ci riescono Michele Caraglio (Cus Bologna – 6°), Manuel Negrello (US Primiero – 5°) ed il campione uscente Klaus Schgaguler (Gronlait – 9°) il quale in una prova che non aveva specificatamente preparato si congeda dal titolo 2007 subito dopo il traguardo con un saluto ed un ringraziamento al pubblico che lo ha sostenuto lungo il rettilineo finale. E adesso mancano veramente pochi concorrenti! Che sia ancora un finale thrilling tutto in casa Seppi? No, perché questo non è il parere di Giancarlo Simion. L’atleta primierotto, che in carriera nei “live” dai mondiali juniores ci ha abituato a grandi prestazione unite a qualche terribile decisivo svarione ad impedirne un podio mondiale, libera tutti i cavalli del motore sulla viscida salita che porta al punto spettacolo ed alla zona del traguardo: un ritmo insostenibile anche per altri atleti Elite che si sono trovati “saltati di forza” dal giovane trentino proprio sulla salita che diventa decisiva per l’assegnazione del titolo: 13’45” il tempo di Giancarlo, 20 secondi di vantaggio su un grande Andrea Seppi, ed adesso è Simion che non esce nemmeno dalla zona del finish e si gira verso l’arrivo con una faccia trasfigurata dalla fatica, dalla pioggia e dalla convinzione di una prova maiuscola, come a dire “Io sono qua, vediamo chi può fare meglio di me!”. E non ci riesce più nessuno: non Daniele Pagliari (Forestale) che su un terreno poco adatto alle sue caratteristiche mette insieme una prova ottima ma che vale per il settimo posto finale, non Marco Seppi (Cus Bologna) che questa volta si trova davanti il fratello Andrea e si deve “accontentare” del quarto posto a 26 secondi dal podio. Resta Alessio Tenani (Forestale), mister park-O come era stato definito da Klaus Schgaguler nell’intervista pre-gara: ed è proprio Alessio Tenani a battersi fino in fondo, fino all’ultimo metro di gara sostenuto dal calore del pubblico. E’ lui a sprintare ancora fortissimo nel corridoio d’arrivo in caccia di una medaglia d’oro che resta a poche decine di metri dalla sua mano. E’ ancora lui, con Andrea Seppi, l’unico a prendere la targa di Simion, a conquistare l’argento a 16 secondi dal vincitore, ed il primo a congratularsi con Simion stesso dopo un solo attimo di terribile ma composta delusione all’annuncio della medaglia d’argento. La foto dell’abbraccio Simion-Tenani-Seppi a fine gara racconta in uno solo fotogramma tutta la tensione di una gara vissuta fino in fondo sul filo dei secondi.
Ci sono anche le altre categorie, e non sono state meno combattute della categoria Assoluta, meno vissute e meno dolci nella vittoria o amare nel modo in cui è maturata la sconfitta. Ci sono momenti di gioia da imomortalare ancora in un fotogramma per l’arrivo delle W20, con Carlotta Scalet (US Primiero) e Lucia Curzio (JuniorPiemonteam) prima e quarta, ma la ragazza piemontese è bronzo per il terzo posto di Julia Shutkovskaya (Or. Como), ad attendere l’arrivo per la medaglia d’argento dell'amica Maria Chiara Crippa (Pol. Besanese) ed a gioire comunque tutte insieme per il podio conquistato. Ma c’è anche la battaglia sul filo dell’ultimo errore in W35 tra Claudia Candotti (Trent-O) e Giovanna Varoli (AAA Genova), con la trentina che nel centro storico conquista un vantaggio di 1 minuto sulla forte rivale, lo dilapida in una sola tratta lasciando 14 secondi di vantaggio all’atleta ligure e poi approfitta del decisivo errore di quest’ultima per lanciarsi in un finale rabbioso nel quale guadagna ancora 15 secondi che la portano al titolo con un solo secondo di vantaggio. E c’è il finale della M16 nel quale i giovani rampanti si scannano letteralmente in pochi secondi, con Ivano Bettega (GS Pavione) che mette un solo secondo tra se e Giacomo Zagonel (US Primiero), ma non basta perché Lukas Stampfer (T.O.L.) mette insieme la gara che forse non ti aspetti e li precede sul traguardo di 10 secondi, e non basta ancora di fronte all’arrivo di Simone Benini (Pol. Besanese) che spinta fortissimo e potrebbe portare a casa il secondo oro di famiglia dopo quello di mamma Annamaria in W50 (vincitrice sul duo Maria Cristina Fattori – NordEstTarcento – e Lucia Sacilotto – Unione Lombarda): e arriva invece Marco Bonazzi (Marconi ’93) a prendere la testa ed a sperare fino all’ultimo… fino all’arrivo del campione uscente Alberto Corredig (Semiperdo Maniago): destino che ci sia almeno un atleta che mantiene il titolo, ed il destino di Marco e Alberto è che ciò avvenga nella M16, per soli due secondi. Ma questo è solo il primo capitolo della loro saga di atleti ed avversari: occorrerà riparlarne. Nella M20 tutti aspettano Roberto Dallavalle (GS MonteGiner), ma sul terreno di Pergine Roberto non riesce a scaricare tutta la potenza degli allenamenti sulle dure coste solandre: è Lorenzo Pittau (Pol. Masi) all’ultima occasione junior a conquistare il titolo, mentre per il terzo posto Tommaso Scalet (US Primiero) tiene dietro di 5 secondi il duo Luca Bignami (Pol. Masi) – Marco Guizzardi (Marconi ’93). In M35 Andrea Visioli (Cus Parma) torna sul podio della sprint a distanza di 8 anni: allora fu la categoria assoluta in quel di Genova, quando ancora il tutto si chiamava park-O, oggi è il titolo veterani; con lui sul podio Angelo Bozzola (Varese Orienteering) ed Andrea Cipriani (Panda Valsugana). Nulla da fare in M50 per gli avversari di Massimo Balboni (GiocaFaenza), anche se si chiamano Silvano Tonolo (Erebus Vicenza) e Stefano Zonato (Lessinia Orienteering) ed anche loro hanno già tanti titoli alle spalle. Resta l’ultimo titolo: quello delle W16: per il quale gareggiano in 34 e danno vita ad una prova senza esclusione di colpi. La più citata e sfortunata è Maddalena Zupin (CAI XXX Ottobre) che prende la testa quasi subito e la mantiene per un tempo che sembra infinito in poco meno di 14 minuti; finchè arriva, sorridente e già questo dice molto, Andreina Brandi (Corsa Or. Club Roma) e allora tutti portano gli orologi all’orecchio perché tutti i cipolloni sembrano essersi fermati: 11’23” è il “tempone” della categoria! Nulla può la leader di Coppa Italia Giada Franz (Semiperdo Maniago) che si batte alla grande ma resta indietro di 41 secondi, come Viola Zagonel (US Primiero) a 1 minuto, e si batte bene anche Valeria Grisoni (Semiperdo Maniago) ma la sua prova le vale solo il quarto posto.
Ultimissima citazione per i più giovani under 12, che tra qualche anno incroceranno bussole e si-card nelle altre categorie: in M12 vince Mattia DeBertolis (US Primiero) davanti al compagno di squadra Riccardo Scalet e a Giulio Zucal (Trent-O). In W12 vince Gaia Sebastiani (JuniorPiemonteam) davanti a Elisa Lucian (US Primiero) e Annachiara Tonolo (Erebus Vicenza).
Nella domenica della Coppa Italia, ci sarà tempo per le rivincite di Laura Scaravonati (Forestale) e Klaus Schgaguler (Gronlait), ma è una storia che merita il suo spazio e che racconteremo nei prossimi giorni…
Stefano Galletti Stegal67@hotmail.com (Foto Laura Carluccio da www.alessiotenani.it )
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