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CO FED 10/06/2008

Schgaguler e Scaravonati, ovvero come prendersi la rivincita in Coppa Italia...


Di fronte alla prova valida per l’assegnazione di un titolo nazionale, seppur nella più giovane delle categorie (la sprint), la gara di Coppa Italia disputata domenica 8 giugno sulla nuova carta di Passo Redebus, in cima alla Valle dei Mocheni, potrebbe apparire sotto le forme di una gara di minore importanza; se da un lato è vero che l’assegnazione del titolo nazionale sprint avviene una volta all’anno mentre prove di Coppa Italia ce ne sono 4, 5 o 6 a seconda della categoria, d’altro canto il nostro sport è frequentato da concorrenti che prediligono questo o quel terreno, questa o quella formula di gara, che possono essere arrivati alla Due giorni dell’Orienteering Pergine con velleità diverse nell’una o nell’altra prova, che possono soffrire l’accorpamento di categorie sulla breve distanza o che possono trovare nel risultato del sabato stimolo ed appagamento da riversare sulla gara della domenica. Sia come sia domenica si è ripartiti daccapo, tutti in caccia di Michela Guizzardi in campo femminile (vincitrice nella prova sprint) e di Christine Kirchlechner (vincitrice nell’ultima Coppa Italia alla Vigolana) e parimenti per gli stessi motivi di Giancarlo Simion e di Marco Seppi in quello maschile, a seconda di come si vuole interpretare la prova del Passo Redebus.

Renzo Bernabé è stato chiamato a disegnare i percorsi della gara di Coppa Italia su una carta di non estese dimensioni, che si è rivelata essere una costa variegata nella quale i dilemmi offerti ai concorrenti sono stati diversi a seconda dell’area attraversata: tratte di bosco pulito alternate a zone più ruvide, salite e discese anche repentine e per alcuni un bel passaggio nella zona est popolata da rocce sparse e pareti rocciose parallele tra loro: all’interno di quest’ultima zona si sono consumati anche piccoli drammi orientistici che hanno costretto i concorrenti meno concentrati a perdere parecchi minuti nel tentativo di ritrovare la “zona punto”. Una carta di gara quindi particolarmente impegnativa, che nelle previsioni della vigilia avrebbe privilegiato gli atleti più forti fisicamente ed in grado di mantenere un ritmo elevato anche nelle zone più impervie e più tecniche. Profilo, questo, che in campo maschile si sposa con i nomi dei soliti noti: i Marco Seppi, i Klaus Schgaguler, i soliti Michele Tavernaro e Daniele Pagliari e Alessio Tenani, i giovani Jonas Rass e Manuel Negrello e Emiliano Corona… In campo femminile, si ipotizzava che la vittoria del sabato avrebbe potuto appagare Michela Guizzardi e lasciare via libera ad un duello tra Laura Scaravonati e Christine Kirchlechner, magari con l’inserimento di Heike Torggler o Helga Bertoldi o Johanna Murer per il podio. A rimescolare le carte ci ha pensato il fattore meteo, che anche nella giornata di domenica ha scaraventato sui concorrenti secchiate di pioggia (i rari sprazzi di sole non hanno probabilmente cambiato la situazione per i concorrenti che, nel fitto del bosco, devono farsi largo tra i rami bagnati e l’acqua che cade dagli alberti anche quando la pioggia ha già smesso da tempo), rendendo più difficile anche la lettura della carta.

In campo maschile, un Klaus Schgaguler (Gronlait) tornato a “dimensione super” ha schiantato la concorrenza imponendo fin dalla partenza un ottimo ritmo. Nonostante un errore secco di due minuti a due terzi di gara circa, l’atleta altoatesino ha raccolto lungo il percorso Giancarlo Simion (US Primiero), appagato forse dal titolo del giorno prima ma con margini di miglioramento nelle prove meno scorrevoli, e Jonas Rass (T.O.L.). All’intermedio, Schgaguler ha fatto segnare un tempo di due minuti inferiore a quello del leader provvisorio Marco Seppi (Cus Bologna): con la “compagnia” di due forti atleti e a circa 10 minuti dal traguardo, era difficile pronosticare per klaus una sconfitta. Più difficile era immaginare che Schgaguler sarebbe stato in grado di forzare ulteriormente il ritmo, mettendo in difficoltà proprio Simion e Rass fino a staccarli nel finale. Il rettilineo finale è stato quindi una “passerella” affrontata con una velocità paragonabile solo a quella del Michele Tavernaro (Gronlait) dei tempi migliori: negli ultimi minuti di gara, nessuno si è potuto sottrarre da un ulteriore fardello di 45” o 1 minuto di ritardo dal vincitore, in grande spolvero di forma in vista dei WOC. Chi ha limitato fino all’ultimo il distacco, giungendo staccato di 90 secondi esatti, è stato Marco Seppi (Cus Bologna), vincitore sull’Altopiano della Vigolana, il quale a sua volta ha viaggiato ad alto ritmo nel bosco arrivando a raggiungere Alessio Tenani (Forestale) dopo che un errore di quest’ultimo nell’intricata vegetazione del Passo Redebus ne aveva compromesso le ancora valide speranze di podio. Lo stile di corsa assolutamente perfetto anche sullo sconnesso rettilineo finale di 250 metri, ancora in ottima spinta a difendere gli onori di famiglia nella categoria Elite (Andrea non ha preso il via alla prova), Marco Seppi ha concluso al secondo posto staccando di un minuto Michele Tavernaro. Al quarto posto un sorprendente, sorpresa forse più per chi scrive che per lui stesso, Michele Caraglio (Cus Bologna), il quale con una posizione in griglia non tra gli ultimissimi a partire aveva per primo fatto segnare un gran tempo di riferimento all’intermedio posto a 34 di gara; nella sfida tra i giovani, Caraglio ha prevalso su Giancarlo Simion che nel finale ha dovuto abbandonare il “treno Schgaguler”, mentre al sesto posto appaiati con lo stesso tempo sono giunti i due amici e compagni di squadra in nazionale Tenani e Corona (quest’ultimo del GS Esercito).

In campo femminile chi puntava su una Guizzardi appagata dal titolo del sabato è andato smentito: l’atleta bolognese in forza al Cus Bologna, infatti, non si pone più alcun limite ai risultati su qualunque tipo di terreno, e solo una Laura Scaravonati (Forestale) in perfetta forma e consapevole delle proprie chances su questi terreni è riuscita a prevalere dopo una gara ancora una volta tirata fino agli ultimi metri. La gara femminile vive le emozioni sulla composizione della griglia di partenza: Maria Novella Sbaraglia (GOS Subiaco) con 55’ circa ha fatto segnare il primo tempo di riferimento dopo una serie di arrivi superiori all’ora di gara; l’atleta laziale non è apparsa subito contentissima della sua prova, anche se le sue prime reazioni al microfono sono state improntate come sempre al sorriso ed alla pacatezza nonostante la fatica e la tensione: “10 minuti…” il tempo che secondo lei avrebbero limato le migliori, e così è stato. Helga Bertoldi (Forestale) ha mantenuto un buon ritmo in gara conquistando il quinto posto, ma il primo colpo alla classifica è arrivato da Nicole Scalet (US Primiero), a suo agio su un terreno così duro e prima a mettere a segno un tempo inferiore ai 50 minuti per il quarto posto finale. Restano le prime 3 del giorno precedente, sempre loro. Christine Kirchlechner (T.O.L.) fa scendere ancora il limite attorno ai 47’, ma come già Sbaraglia prima di lei non si mostra contentissima della sua gara: le dita fanno subito segno “due minuti passati a girare”, e saranno due minuti che peseranno parecchio sull’esito finale della prova. Infatti le notizie che arrivano dal bosco danno Scaravonati in fuga a partire dal punto 10 dove ha messo a segno un parziale clamoroso per conquistare il primato parziale, e Guizzardi che a partire dal 13° punto di controllo sta viaggiando fortissimo a rosicchiare il distacco che da due minuti e mezzo (e più) scende via via sotto i 60 secondi. Laura Scaravonati arriva al traguardo spingendo ancora molto forte, conscia della gara positiva messa a segno, staccando Kirchlechner di quasi due minuti e mezzo; resta allora Michela Guizzardi, ma la sua rimonta, condita da un rettilineo finale nel quale strappa ancora 67 secondi alle rivali, si ferma a 31 secondi dal primato con un secondo posto che conferma il piazzamento alla Vigolana.

Se si parla di rivincite rispetto al giorno prima, per tutti vale la prova di Roberto Dallavalle (GS MonteGiner), imbattibile nella M20 su un terreno a lui più congeniale e giunto al traguardo con oltre 4 minuti di vantaggio sulla coppia di primierotti Aaron Gaio e Tommaso Scalet.
Ma su questi terreni si vedono le differenze di livello orientistiche tra i veterani, e così si scatenano anche Nicolò Corradini (Fiamme Oro) e Oleg Anuchkin (T.O.L.) che dominano la categoria M40, e quarto quinto e sesto sono tali Pradel, Beltramba e Baccega… a testimonianza di un terreno che privilegia gli atleti di altissimo livello. E di elevato spessore fisico, anche: Rudi Mair (T.O.L.) vince in M45, Massimo Balboni (GiocaFaenza) e Tiziano Zanetello (Erebus) sono primo e secondo in M50, Lorenzo Depaoli (US Primiero) in M55, Francesco Zanon (Cauriol) in M60. Che dire tra le donne? Rita Nones (GS Castello di Fiemme) in W35, la coppia Carla Zotta e Paola Bassani (Panda Valsugana) in W40, Francesca Guarato (Erebus Vicenza) in W45 nonostante non sia felicissima della sua prova (vince con 6 minuti di vantaggio…) e Lucia Sacilotto (Unione Lombarda) in W50 prendono il largo sul resto del gruppo.
Tra i giovani, non tutte le sfide possono concludersi sul filo dei secondi come quella in M12 che vede vincitore Mattia De Bertolis (US Primiero) su Ivano Bettega (GS Pavione). Sono infatti assai più nette quelle di Nicolò Liva (Semiperdo Maniago) in M14, Mikhail Anuchkin (T.O.L.) in M16, Luca Bignami (Pol. Masi) in M18, Chiara Gatti (Punto Nord Monza) in W12, Giada Franz (Semiperdo Maniago) in W14, Liliana Papandrea (Marconi ’93) in W16 e Julia Shutkovskaya (Or. Como) in W18. E anche Carlotta Scalet (US Primiero – W20) conclude la gara e prima ancora di scaricare il tempo vincente si gira a “curare” il rettilineo d’arrivo, come Giancarlo Simion il giorno prima.

Le altre vittorie vanno a Ernesto Rampado (T.O.L. – M65), Giuseppe Anfossi (Oricuneo – M70), Emilio Santoni (Trent-O – MA), Marco Costella (US Primiero – MB) e Marco Bellini (Interflumina – MC) tra gli uomini, Christine Schgaguler (T.O.L. – W55), Licia Kalcich (CAI XXX Ottobre – W60), Gertrud Unterhofer (T.O.L. – W65), Sabrina Rinaldi (Trent-O – WA), Maris Talv-Laugen (WB) e Desirée Hiltebrand (Or. Piné – WC). Infine John Feehan (Panda Marostica) vince la M35… come dite? Questa categoria non ha visto la vittoria del forte atleta irlandese? Forse si, perché Carlo Rigoni (US Primiero) corre in M35 ma in realtà in una categoria tutta sua, in un limbo nel quale sembra volare colui che quest’anno è passato alle categorie master ma vola ancora nel bosco con l’eleganza e la velocità dell’atleta che ha scritto tante pagine di storia dell’orienteering italiano.

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Ecco alcune dichiarazioni raccolte dall'addetto stampa Fiso Pietro Illarietti, che ha intervistato Alessio Tenani (Forestale) e Michela Guizzardi (Cus Bologna).

ALESSIO TENANI (Forestale): "Erano anni che non salivo sul podio degli assoluti e sono felice per questo risultato. Io sono un regolarista, magari mi si vede poco perché tante volte viaggio ai piedi del podio, 4° o 5° ma ci sono sempre. In questa occasione ho cercato di concentrarmi al massimo anche perché sapevo di avere una buona condizione di forma. Ai recenti Campionati Europei ero stato escluso dalla prova finale solo per 1", per me motivo di rammarico, ma segno che ero quasi nel gruppo dei migliori in Europa".

A proposito della condotta di gara Tenani spiega: "Ho tenuto bene per 2/3 di gara e se poi devo fare un'analisi tecnica posso affermare di aver perso da corridori che sono decisamente più forti di me nella corsa pura. Io sono dotato di più tecnica, lo spunto veloce invece lo devo migliorare. I miei avversari, parlo di Simion e Seppi, sono forti podisti che fanno anche dell'orienteering".

La prova trentina è stata comunque motivo di soddisfazioni per tanti motivi. "Dobbiamo dire – ha concluso Tenani – che rispetto ad altre edizioni degli italiani, a Pergine Valsugana non mancava praticamente nessuno dei big e questo ha contribuito a rendere stimolante la prova".

L'atleta della Forestale ha invece brillato meno nella prova del giorno dopo in Coppa Italia. "Il sabato sono stato estratto per la prova antidoping e questo mi ha impedito di svolgere la corretta pratica defaticante post gara. La domenica sono infatti partito appesantito. Dopo circa 10 minuti di gara mi sono ritrovato e dai parziali si è notato che ero in rimonta. Sono risalito fino al 4° posto e infine un errore di lettura carta mi ha tolto di mezzo definitivamente".

MICHELA GUIZZARDI (Cus Bologna): "La cosa più difficile per me era quella di mantenere la concentrazione in occasione della prova sprint valida per il titolo italiano. Sono riuscita nei miei intenti. Per fare ciò sono partita piano, per non perdere il contatto con la carta come già sperimentato in altre occasioni."

Guizzardi racconta inoltre di una difficoltà aggiuntiva. "Ero la favorita, perché su queste distanze ormai mi conoscono tutti. Essere riuscita a mantenere il pronostico è ulteriore motivo di soddisfazione". Per l'atleta del Cus Bologna ora sono già pronti nuovi impegni. "Devo dire che ormai la mia attenzione è tutta puntata sui mondiali di Repubblica Ceca del prossimo mese di luglio. Sono riuscita nel mio obiettivo intermedio e ora punto al prossimo più importante. I miei allenamenti sono già tutti programmati con un ultimo ciclo di lavori crescenti. Pochi impegni agonistici, quasi centellinati, e tanti allenamenti".

L'atleta ha voluto inoltre complimentarsi con gli organizzatori trentini. "Il tracciato della prova era ottimo, perfettamente conforme ai parametri tecnici della IOF al contrario di altre prove tricolori"

Stefano Galletti
Stegal67@hotmail.com



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