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31/03/2025

40 ANNI DI FISO

40 ANNI DI FISO

TRENTO: 40 anni di FISO, per qualcuno sembra ieri, ma sono già passati 4 decenni per la Federazione Italiana Sport Orientamento, Disciplina Associata al CONI.  Era il 31 marzo 1985. La storia dell'Orienteering italiano inizia però prima con altre forme e nomi. Ripercorriamo assieme questo viaggio che ha visto tanti attori, alcuni ancora presenti.

LE DATE DELLA FISO:

1974
Vladimir Pacl organizza a Ronzone, in Val di Non, la prima gara d'orientamento
1975
Costituzione del Comitato Trentino
1978
Costituzione del Comitato Italiano Sport Orientamento (CISO)
1979
Riconoscimento da parte della IOF. C'era una sola cartina a colori: Regole di Malosco
1980
La IOF ci assegna l'organizzazione dei Campionati del Mondo di Sci-O del 1984
1983
Si organizzano i premondiali di Sci-O. 
1984
I Campionati del Mondo di Lavarone sono è un sucesso
1985
Il CISO si trasforma in FISO
1986
Il CONI ci riconosce come Federazione Associata alla FIDAL

Vi proponiamo la storia dei primi anni attraverso una ricerca di archivio di Azimut Mag del 2013.

Il racconto è di Benito Cavini. Lui fu uno dei promotori del CISO che poi, attraverso un percorso dalla FISI di Gattai e successivamente dalla FIDAL, è riuscito, grazie all’aiuto di Primo Nebiolo e Salvatore Morale, ad ottenere seppur in maniera indiretta, il riconoscimento a Federazione associata da parte del CONI presieduto da Pescante.

“Eravamo in pratica all’anno zero – ha spiegato Cavini – e c’era tutto da fare. Il primo obiettivo era quello di costituire un nucleo ampio e rappresentativo di società per avere una buona capacità d’azione sul territorio. Forte fu la carica emotiva che seppe trasmetterci Wladimir Pacl. Determinanti anche le figure di Guido Lorenzi (assessore allo sport della Provincia di Trento) e Alfredo Sartori (funzionario) per ottenere un primo riconoscimento giuridico”.

I motivi che hanno spinto Cavini all’Orienteering furono semplici: “Fu una bella novità, io venivo dallo sci ed appresi dell’esistenza di questa disciplina da Pacl. Ad attirarmi il senso di libertà ed il contatto con la natura. Una volta finito dentro questo mondo, non ne sono più uscito”.

Già da allora si intravedevano alcune difficoltà tuttora presenti. “Eravamo un gruppo di amici che si ritrovavano nei boschi ma capimmo subito che dovevamo crescere come numeri e diffusione. Molti furono gli scontri verbali su come proce-
dere. Ad esempio, ricordo tanti confronti con Michele Galbusera. Il motivo del contendere era la metodologia di diffusione. Due i risultati di cui Cavini va ancora fiero. “I mondiali di Sci-O in Val di Non del 1994. In quell’occasione ho lasciato la Vice-Presidenza FISO per dedicarmi anima e corpo a quell’organizzazione. Vinse Nicolò Corradini, che credo anche grazie a quei successi, oggi possa fregiarsi di incariche importanti in seno al CONI ed alla stessa FISO. L’altro fatto di cui vado fiero è stato l’aver portato in Italia un grandissimo allenatore come Ericson. Sicuramente fu un grande sacrificio economico, ma il movimento ne seppe trarre ottimi benefici. Quella mia scelta fu anche criticata, ma era giusto rischiare. Per me l’orienteering è come un figlio e l’ho fatto per il suo bene”. Anche Alberto Zambiasi è giunto all’orienteering grazie a Pacl. Lui proveniva dal nuoto ed in pratica è stato tolto dalla piscina e catapultato nel bosco. Per Zambiasi sono seguiti molti anni da consigliere federale. “L’obiettivo che mi sono sempre posto era portare il nostro
sport fuori dal Trentino. Le prime realtà a seguirci furono Trieste ed il Veneto. Poi venne la Liguria”.

 

P.I.

 

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